Lupo (Canis lupus)
La specie Canis lupus è diffusa in tutto il mondo con un numero di sottospecie variabile in funzione dei diversi autori. La sua morfologia e le sue dimensioni si adattano alle diverse condizioni climatiche, consentendogli di colonizzare quasi tutto l’emisfero boreale. In Europa il lupo ha riconquistato territori dai quali si era quasi o totalmente estinto, come l’Italia, la Francia, la Spagna, la Svizzera, l’Austria, il Portogallo, la Germania e la Svezia.
In Italia agli inizi degli anni ’70 il numero di lupi ha toccato un minimo storico, circa 100 individui, e l’areale di distribuzione era nettamente discontinuo. Oggi il lupo ha riconquistato tutta la catena appenninica e buona parte di quella alpina, con una popolazione stimata di circa 600-700 individui.
Il lupo in Italia è protetto da un decreto ministeriale del 1976, divenuto legge nell’anno successivo, ma ancora oggi il rapporto uomo-lupo grava pesantemente sul destino dell’animale, considerato da molti il principale responsabile degli attacchi alle greggi, e per questo cacciato ed ucciso. In realtà, nell’ambito nazionale la dieta del lupo varia in funzione della disponibilità di prede selvatiche: l’immondezzaio, la discarica e gli animali domestici vengono sfruttati soprattutto al Sud e al Centro Italia; sulla dorsale appenninica tosco-romagnola, ricca di fauna locale, la predazione è quasi esclusivamente basata sui selvatici, mentre ritorna ad essere mista, cioè selvatici più domestici, nell’Appennino settentrionale e sulle Alpi. Il cinghiale e il capriolo sono fra le prede preferite. Il cervo, il daino, il muflone sembrano prede meno consumate.
In alcuni stati europei quali Spagna, Romania, Bulgaria, Serbia e Russia il lupo è ancora controllato numericamente dal prelievo venatorio.
“La Torbiera” è attualmente impegnata in un progetto di sensibilizzazione sul ritorno del lupo sull’arco alpino.
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