Capra Markhor (Capra falconeri heptueri)
Da alcuni il Markhor è considerato l’antenato delle capre domestiche. Da altri no. In ogni caso è la più grande e massiccia delle capre selvatiche. Leggende narrano del Markhor come del “saggio” a cui gli altri animali ricorrono per cercare giustizia, e che tale è il favore di cui gode presso gli Dei da potersi nutrire di serpenti che altri non possono toccare senza pericolo. "Markhor" è un nome persiano che significa "corna da serpente" e ben descrive le caratteristiche corna spiralate di questa specie.
I maschi adulti, dotati tra l'altro di un lunghissimo pelo, possono raggiungere il quintale di peso, l'altezza alla spalla arriva anche a 1,20 m. Le corna del maschio, lunghe fino a 1 metro, si inseriscono alla base molto vicine per poi divergere e torcersi a spirale sul proprio asse.
Abita l’Asia centro-meridionale dove, confinato negli ambienti più impervi e aridi ad altitudini comprese tra i 600 e i 3.600 metri, vive perfettamente adattato alle basse temperature e ad un'alimentazione povera.
Il Markhor vive in piccoli gruppi, ma durante la stagione degli amori, in novembre-dicembre, scende verso le zone collinari; qui i branchi rimangono uniti per l’intero periodo di gestazione delle femmine ed i maschi adulti si fronteggiano in duelli rituali per stabilire la dominanza. Uno o due piccoli nascono ad ogni parto.
Cacciato fin dall’antichità per la pelle, la carne e le corna (ritenute simbolo di potenza), il Markhor è oggi ridotto a piccole popolazioni relitte difficilmente censibili e purtroppo il suo trofeo è ancora molto ricercato in ambito venatorio. L’instabilità politica, il bracconaggio intenso e la concorrenza con le greggi domestiche ne pregiudicano gravemente la sopravvivenza.
E'considerata, dalla IUCN, una specie minacciata ed è inclusa in un Programma Europeo di Riproduzione (EEP) cui “La Torbiera” aderisce.
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